Caratura, titolo e oro fino
La caratura indica quanta parte di oro è presente nella lega. L’oro 24 carati è il riferimento più vicino all’oro puro, mentre l’oro 18 carati, molto comune nei gioielli italiani, contiene 750 parti di oro su 1000.
Il titolo esprime la stessa logica in modo numerico: 750, 585, 375 e così via. L’oro fino è la quantità effettiva di oro contenuta nell’oggetto dopo aver considerato la lega. Capire questa differenza evita di confrontare oggetti diversi come se fossero equivalenti.
Peso lordo e peso netto
Il peso lordo è il peso complessivo dell’oggetto. Il peso netto utile alla valutazione può cambiare quando ci sono pietre, parti non preziose, meccanismi, smalti o componenti che non rientrano nel metallo valutabile.
Per questo una valutazione trasparente dovrebbe spiegare che cosa viene pesato e che cosa viene escluso. Il numero dei grammi, da solo, non basta se non è accompagnato dalla caratura e dalla composizione reale dell’oggetto.
Quotazione, prezzo e spread
La quotazione è un riferimento di mercato, spesso riferito all’oro puro. Il prezzo riconosciuto su un oggetto usato dipende invece dal titolo, dal peso utile e dalle condizioni operative della valutazione.
La differenza tra riferimento teorico e proposta finale viene spesso percepita come confusa. In realtà è uno dei punti più importanti da chiarire: non tutto ciò che si legge come quotazione diventa automaticamente cifra pagata per un gioiello usato.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra carati e titolo?
Indicano entrambi la presenza di oro nella lega, ma con linguaggi diversi: 18 carati corrisponde normalmente al titolo 750.
Perché la quotazione non basta per sapere quanto vale un gioiello?
Perché bisogna considerare caratura, peso netto, componenti non preziose e metodo di valutazione applicato all’oggetto concreto.